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Bruti ma boni: siete mai andati oltre le apparenze?

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Tutti conoscono il detto l’abito non fa il monaco e mai più di questo caso questo detto così famoso è perfetto per descrivere un dolce: i brutti ma buoni.

I bruti ma boni – che, come già si intuisce dal dialetto, significa brutti ma buoni – sono dei biscotti che nel loro nome racchiudono già tutto un programma. Se siete delle persone che si fanno spaventare dalle apparenze e non andate oltre la forma, questi biscotti non fanno decisamente per voi.

Se invece vi considerate persone di ampie vedute, che non si lasciano scoraggiare solo da quello che vedono, che vanno oltre la prima impressione e vogliono scoprire la vera essenza delle cose questi sono i biscotti che fanno al caso vostro.

Non bisogna giudicarli dal loro aspetto esteriore, che è brutto, lo dice il nome, ma bisogna dar loro una possibilità. E dopo la prima possibilità sono certa che non potrete che essere soddisfatti della vostra scelta e sceglierli ancora e ancora.

Dopotutto questi biscotti hanno molto da insegnarci sulla vita, sui pregiudizi e sulle belle sorprese.

Origine dei brutti ma buoni, da dove vengono questi biscotti?

Come tutti i grandi classici italiani, anche in questo caso i brutti ma buoni – o bruti ma boni, a seconda di come li volete chiamare – sono oggetto di contesa tra due regioni: il Piemonte, che ne rivendica la paternità, e la Lombardia, che fa lo stesso.

Ma dov’è che in realtà sono stati concepiti per la prima volta queste piccole sfere irregolari di piacere?

Probabilmente non lo sapremo mai, perché ci sono storie che ne dimostrano la provenienza su entrambi i fronti.

Una delle due versioni racconta che i brutti ma buoni vengano da Borgomanero, in provincia di Novara, ed è sostenuta da tutti i piemontesi.

Un’altra versione, invece, racconta che ai tempi del Regno d’Italia, fosse stato richiesto e accettato da parte del Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio un brevetto su questa ricetta nella città di Gavirate, in provincia di Varese. Questa versione è invece sostenuta dai Lombardi.

I brutti ma buoni: un’ottima merenda

Quale che sia l’origine geografica di questi biscotti così particolari, il resto dello stivale non può che ringraziare entrambe le regioni per aver partorito una combinazione così gustosa da rendere buona qualsiasi merenda.

Infatti i brutti ma buoni sono biscotti che possono essere decisamente consumati in ogni occasione, ma perfetti per una merenda: con un caffè o una cioccolata alla nocciola.

Voi come li mangereste?

Credits: Foto di Ron Lach da Pexels

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