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Dalla tradizione contadina all’eccellenza gourmet, come la bruschetta si è evoluta

bruschetta gourmet
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Come abbiamo visto, la storia della bruschetta ha origini senz’altro umili e viene da una tradizione fatta di necessità, fatica e semplicità. Ma possiamo dire che è ancora così oggi?

La bruschetta è uno dei simboli della tradizione culinaria italiana, conosciuta in tutto il mondo e, come succede a tutte le cose sottoposte alla fama – o alla globalizzazione -, ha subito nel tempo modifiche e rielaborazioni, che ne hanno solo arricchito il valore.

Le varianti regionali della bruschetta

In verità già nella sua terra natale, la bruschetta vanta variazioni per tutta la lunghezza dello stivale.

Natia della terra compresa tra il Lazio e l’Abruzzo, da cui deriva il nome (bruschetta viene da bruscare che, nel dialetto di quella zona significa abbrustolire, in riferimento alla fetta di pane abbrustolita), si è diffusa ben presto in tutta Italia. “Paese che vai usanza che trovi”: ognuna di queste terre l’ha fatta sua e alcune l’hanno rinominata nel proprio dialetto.

  • in Campania e in Puglia mantiene il nome originario e entrambe le varianti concordano con l’aggiungere sulla fetta di pane abbrustolita un po’ di colore rosso con i pomodori. Famosa in Puglia quella fatta con il pane di Altamura,
  • in Calabria c’è la fedda ruscia che, come ogni terra del sud che si rispetti, propone anch’essa la variante con i pomodori,
  • in Toscana c’è la fettunta (o fett’unta), fatta con il pane sciocco toscano (cioè senza sale) e con olio, sale, aglio e pepe,
  • in Piemonte c’è infine la soma d’aj, cioè un tipo di bruschetta letteralmente carica d’aglio, dove sulla fetta di pane abbrustolita viene strofinato uno spicchio d’aglio.

Le nuove frontiere del gourmet

Il gourmet è la nuova frontiera gastronomica e non ha certo risparmiato la bruschetta. Oggi infatti questo piatto lo si può trovare in mille varianti: come antipasto in trattoria ma anche in un ristorante stellato.

E in ogni fascia lo si può trovare classico (con olio o pomodori) o rivisitato.

Alcune delle forme rivisitate più diffuse della bruschetta prevedono un topping con salse di verdure: paté di funghi, di carciofi, di melanzane, di pomodori secchi. Altre ancora con il pesto, al basilico o rosso. Per i palati più raffinati ci sono anche le bruschette con il tartufo e per quelli golosi delle bruschette dolci coperte di confetture.

Insomma, la bruschetta è un piatto più che versatile, da servire come antipasto o da abbinare ad un aperitivo, perfetto anche per ospiti vegetariani e vegani.

Per le bruschette moderne la sommelier Michela questa volta ci propone “Il Rogito” Cantine Del Notaio, 2017

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