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Le buone pratiche di Settembre: la vendemmia

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Il vino porta con sé tutta una serie di rituali. Bere un buon bicchiere di vino è un’esperienza in sé: a seconda del contesto può portare un momento di relax, può essere il simbolo di condivisione. È difficile pensare ad un primo appuntamento, romantico o fugace che sia, senza associarlo ad un calice di vino, probabilmente rosso per questo contesto in particolare.

Ma se oggi possiamo disporre di questo immaginario quasi mistico, legato a questa bevanda così preziosa e antica, è proprio perché da secoli la produzione stessa della bevanda è allo stesso modo legata a momenti di rituali e condivisione.

La vendemmia, che solitamente è associata a Settembre, è una pratica antica che affonda le sue radici molto lontano.

Il rituale della vendemmia e le sue radici

Parlare di radici quando si parla di vino è quasi poetico. L’uso di questa parola, che un potere immaginifico così potente e antico è perfetto per descrivere l’evoluzione della vendemmia.

Si dice che questa pratica, che consiste nella raccolta dell’uva destinata alla produzione del vino, risalga addirittura al 10.000 a. C. Le prime testimonianze infatti si attestano nella mezzaluna fertile in quell’epoca.

Alcune un po’ più recenti risalgono all’antica Roma: il 19 di Agosto veniva festeggiata la Vinalia Rustica una festa, in onore di Giove, che celebrava proprio l’inizio della vendemmia. In quei giorni, che erano di festa, tutte le altre attività venivano sospese e ci si dedicava alla raccolta dell’una, tutti, ci si riuniva con tutta la famiglia e cerchia di amici.

Fino a qualche anno fa la vendemmia era ancora considerato un rituale: io stessa, da bambina, nei primi di Settembre andavo in campagna con la mia famiglia per raccogliere l’uva. Poco importa che poi gli adulti finivano a lavorare mentre i bambini a giocare: era un appuntamento che cadeva puntuale tutti gli anni ed era bello ritrovarsi e lavorare ai propri frutti a contatto con la natura.

La vendemmia oggi

Oggi la vendemmia, un po’ per lo stile di vita più veloce, un po’ perché è più difficile trovare persone che lavorino la terra sta diventando sempre di più una pratica meccanizzata. Ci sono delle realtà vinicole che ancora raccolgono l’uva a mano e questo significa certamente una maggiore accuratezza nella scelta del grappolo e una migliore selezione degli stessi.

Ciò che ci rimane oggi, però, come dicevo prima, è tutto il piacere di berlo il vino: la bambina che raccoglieva l’uva e finiva per giocare con i cuginetti nei campi alla fine è cresciuta e quando beve un calice di vino sa bene quanto lavoro c’è dietro.

Provate la selezione di vini che Mediterranea ha fatto per voi e godetevi di ebbri profumi.

Credits: Foto di Sharath G. da Pexels

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